Il programma di martedì 1 maggio

Commodity City
Commodity City

Il Primo maggio, festa dei lavoratori, è la giornata di chiusura di Working Title Film Festival – festival del cinema del lavoro. Giornata intensa che prevede due proiezioni pomeridiane alle 16.30 e alle 19.00 con otto cortometraggi e lungometraggi (da Algeria, Austria, Belgio, Germania, Tailandia e Usa), la premiazione dei film vincitori nelle categorie lungometraggi e cortometraggi (al termine della proiezione delle 19.00), e l’evento speciale di chiusura, alle 21.00, con il pluripremiato documentario “Taste of Cement” del regista siriani Ziad Kalthoum, fuori concorso, in prima visione veneta.

Il film segue con sguardo poetico e duro le vite di alcuni operai edili siriani: fuggiti dalla guerra che ha distrutto le case nel loro paese, ora innalzano grattacieli contribuendo alla ricostruzione di Beirut. Costretti a vivere sotto il coprifuoco e a dormire negli scantinati del cantiere, vivono di nostalgia e di ansia per il destino della loro terra.

Tre gli ospiti della giornata

Alle 16.30 la regista tedesca di origine bosniaca Aleksandra Odić presenta “Kineski Zid / Great Wall of China”, mediometraggio di finzione ambientato in Bosnia Erzegovina che racconta attraverso lo sguardo di una bambina e di una giovane donna il sogno di fuga da una realtà lavorativa e sociale dai ristretti orizzonti.

Alle 19.00 il regista Quintin Wyns e la fonica Elke Mahieu presentano il cortometraggio documentario “Oosteroever / East Shore”: i pescatori di Ostenda vivono in un quartiere della città destinato a essere travolto da una speculazione edilizia che sostituirà le loro case e i loro luoghi di socialità con palazzi di lusso.

Tra i cortometraggi si segnala “Awasarn Sound Man / Death of the Sound Man” del tailandese Sorayos Prapapan, irresistibile satira del (poco considerato) mestiere del fonico nel cinema, in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.

Le sinossi

h 16.30

Kineski Zid / Great Wall of China
Aleksandra Odić, Germania, Bosnia, 2017, 36′
Bosnia, ai giorni nostri. In un ozioso pomeriggio estivo nella casa di campagna dei nonni Maja, una bambina di 8 anni, gioca con la sua giovane zia Ljilja, che la bambina prende a modello. Ljilja è un’artista ribelle che non vuole accettare la soffocante mancanza di prospettive lavorative nel suo Paese. Maja viene a conoscenza di un segreto che la riguarda.
Bio-filmografia della regista: Aleksandra Odić è nata in Bosnia Erzegovina. Da bambina, nel 1992 durante la guerra è emigrata in Germania. Dal 2010 studia regia alla dffb (Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin). Dal 2012 è borsista all’Akademie der Künste di Berlino, nel Dipartimento di Film e arti mediali. Dal 2014 è membro del Sarajevo Talent Campus al Sarajevo Film Festival.

Dr. Fatma
Narcisse Youmbi, Camerun, Algeria, 2017, 13′
La dottoressa Fatma, ginecologa e ostetrica algerina, ci fa immergere nel difficile universo medico algerino e nella vita delle giovani future mamme che la dottoressa visita.
Bio-filmografia del regista: Narcisse Youmbi (1981) è un filmmaker camerunse. Dopo la laurea in Management all’Università di Douala, è tornato alla sua prima passione, quella per i fumetti e le immagini animate. Nel 2010 ha diretto il suo primo film di animazione The hunter and the antelope, premiato in Africa e all’estero. Dirige una società di produzione ad Algeri, dove risiede attualmente. Come regista e produttore ha realizzato cortometraggi, pubblicità e film aziendali.

Stakleni Horizont / The Glass Horizon
Denis Pavlovic, Germania, 2017, 12′
Bassa Sassonia, Germania. Per Andrei, lavoratore di origine est europea impiegato in un mattatoio, comincia un incubo ad occhi aperti: il suo capo gli nega il dormitorio ed è costretto a costruirsi un riparo nella foresta vicina. La speranza di un futuro migliore per sé e la sua famiglia gli permette di immaginare una via di fuga da una vita di miseria e paura.
Bio-filmografia del regista: Denis Pavlovic è nato nel 1987 a Stoccarda, dove dal 2010 lavora come filmmaker, produttore e artista e dal 2016 come assistente editoriale della rete televisiva SWR. Ha studiato Film & Video alla Merz Akademie di Stoccarda e alla Filmakedemie Baden-Württemberg. Ha realizzato diversi cortometraggi e documentari, tra cui Zwischen Gestern und Morgen e Letzte Tür Links.

Unterdruck / Under Pressure
Lilli Schwabe, Austria, 2016, 33′
Clara è un’aspirante ginecologa che assiste con entusiasmo le sue pazienti, sia che mettano al mondo dei bambini, sia che decidano di abortire. Allo stesso tempo cerca di essere una buona moglie e una madre amorevole per i suoi due figli. Ma con la crescente pressione della vita quotidiana, le sue convinzioni cominciano a vacillare, i suoi doveri in clinica sembrano all’improvviso insormontabili e la sua vita familiare sembra sfuggirle di mano.
Bio-filmografia della regista: Lilli Schwabe è cresciuta in Germania, ha studiato recitazione a Vienna e New York e ha lavorato come attrice in teatro, in film e produzioni televisive. Mentre cresceva due figli, si è laureata all’Università di Vienna in Teatro, Film e Media. Dopo Under Pressure, il suo film di debutto, sta lavorando al suo primo lungometraggio.

 

h 19.00

Awasarn Sound Man / Death of the Sound Man
Sorayos Prapapan, Tailandia, 2017, 15′
La voce delle persone è spesso trascurata, così come lo è il suono nel film, a cui il pubblico non presta attenzione. Due fonici stanno lavorando al mix finale di un cortometraggio. Riusciranno a essere ascoltati da qualcuno?
Bio-filmografia del regista: Sorayos Prapapan è nato a Bangkok nel 1986. Ha iniziato a lavorare nell’industria cinematografica tailandese con fonico e rumorista. Ha diretto molti cortometraggi che hanno ricevuto riconoscimenti in patria e sono stati in concorso in molti festival internazionali, tra cui Rotterdam, Winterthur e Fribourg. Nel 2017 Death of the Sound Man ha avuto la sua premiere alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, in concorso nella sezione Orizzonti.

Koffie Plagiato / Coffee Plagiato
Joost van der Wiel & Sijmen Tenwolde, Olanda, 2017, 7′
Paul Mooij è il proprietario di un negozio di antiquariato che ha reinventato il suo business per far fronte alla sempre crescente concorrenza e alle difficoltà economiche. Dal regista di De Hoeder / The Shepherd, premiato a WTFF2.
Bio-filmografia dei registi: Joost van der Wiel (1983) si è diplomato nel 2010 alla Willem de Kooning Academy di Rotterdam con il documentario Soles of Ethiopia. Il documentario De Hoeder / The Shepherd è stato premiato in molti festival internazionali, tra cui It’s All True Film Festival in Brasile e Gdansk Doc Film Festival. Sijmen Tenwolde è uno dei soci fondatori della società di comunicazione Wereldgasten, specializzata in campagne online e no profit.

Oosteroever / East Shore
Quinten Wyns, Belgio, 2017, 23′

Oosteroever
Oosteroever

Oosteroever, riva orientale, è il quartiere di Ostenda in cui vivono i pescatori: tessono reti, giocano a carte e uccidono il tempo. Qui si aggira il protagonista Marnix Verleene, quando non è in mare a lavorare. Ora il sobborgo è destinato alla demolizione, e presto sarà sostituito da alti e bianchi palazzi residenziali. I pescatori continuano con la loro vita, fra ironia e disillusione.
Bio-filmografia del regista: Quinten Wyns (1991) si è diplomato alla scuola di cinema KASK di Gent nel 2017 e Oosteroever è il suo film di diploma. Fa parte del direttivo di Cinemaximiliaan, un’organizzazione non profit che organizza serate di cinema per i rifugiati di Bruxelles e del Belgio. Collabora con la rivista online Sabzian.be e con il cinema Monokino di Ostenda.

Commodity City
Jessica Kingdon, USA, Cina, 2017, 10′
Commodity city è un documentario di osservazione che esplora la vita quotidiana dei commercianti che lavorano nel più grande mercato all’ingrosso del mondo: lo Yiwu markets in Cina. Il film esplora i momenti di tensione tra il commercio e l’individualità, tra i beni da vendere e le persone che li vendono.
Bio-filmografia della regista: Jessica Kingdon (1986) è una regista e produttrice cino-americana interessata all’intersezione tra cinema sperimentale e media mainstream. Ha studiato Film Studies alla Columbia University e Media Studies alla The New School di New York. La sua serie a episodi Fanwei è stata selezionata nel 2017 a Spotlight on Documentary IFP Film Week. Come produttrice indipendente ha co- prodotto il lungometraggio Old Stone di Johnny Ma, presentato alla Berlinale nel 2016 e miglior opera prima canadese al TIFF 2016. Sta co-producendo For Entertainment Purposes di Colin Healey.

 

h 21.00

Taste of Cement
Ziad Kalthoum, Germania, Libano, Siria, Emirati Arabi, Qatar, 2017, 85′
A Beirut, gli operai edili siriani stanno costruendo un grattacielo mentre nello stesso momento le loro stesse case in Siria vengono bombardate. La guerra in Libano è terminata, ma quella in Siria infuria ancora. Gli operai sono bloccati nel cantiere. Non è permesso loro di uscire dopo le 19 perché il governo libanese ha imposto un coprifuoco notturno per i rifugiati. Per questi lavoratori siriani l’unico contatto con il mondo esterno è il buco dal quale escono la mattina per iniziare una nuova giornata di lavoro. Tagliati fuori dal proprio Paese, si riuniscono di sera attorno alla piccola tv per apprendere notizie dalla Siria. Tormentati dall’angoscia e dall’ansia, pur sopportando la privazione di molti diritti di base, umani e del lavoro, continuano a sperare in una vita diversa.
Bio-filmografia del regista: Ziad Kalthoum è un regista siriano che attualmente vive a Berlino. È nato a Homs nel 1981 e ha studiato cinema. Nel suo primo documentario Oh my heart (2009) – la cui proiezione è stata vietata in Siria per motivi politici – ha ritratto un gruppo di donne curde che hanno deciso di vivere in una società senza uomini. Nel 2012, mentre scoppiava la rivoluzione siriana, ha iniziato a lavorare al suo primo lungometraggio The immortal Sergeant durante il servizio militare obbligatorio. Dopo la sua anteprima al Festival di Locarno nel 2014, nel 2015 ha vinto come miglior lungometraggio documentario il BBC Arabic Festival. Dopo aver disertato l’esercito nel 2013, è scappato a Beirut, dove ha iniziato a lavorare a Taste of Cement. Il film è stato proiettato e premiato nei festival di tutto il mondo, tra cui Visions du Réel nel 2017.

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