“Il cinema che non si vede”, a Benevento e Salerno i corti di WTFF

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Nove cortometraggi “targati” Working Title Film Festival saranno protagonisti della “Working Title Night” allo spazio Labus di Benevento, gestito dall’associazione Kinetta, venerdì 13 dicembre 2019 alle ore 20.30. Replica il 28 dicembre al circolo Marea di Salerno.

L’evento si inserisce nel progetto “Il cinema che non si vede”, una rassegna cinematografica itinerante promossa da UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci) con il contributo della Regione Campania L.R. 30/2016, con lo scopo di valorizzare e diffondere lungometraggi, cortometraggi e documentari premiati in alcuni dei principali festival internazionali, ma che trovano poco spazio nel sistema distributivo italiano. A questo link il programma completo di tutte le attività.

Le proiezioni e le attività si svolgeranno nei circoli e nelle sale cinematografiche di Avellino, Benevento, Salerno e Guardia Sanframondi dal 9 al 30 dicembre in collaborazione con le associazioni Kinetta, Doxa Circolo Arci , Avionica Avellino, Marea , Zia Lidia Social Club Associazione Doppio Sogno, LIES – Laboratorio dell’Inchiesta Economica e Sociale e con il Working Title Film Festival di Vicenza, media partner sarà la rivista digitale Point Blank.

I film in programma

Am Cu Ce – Pride di Hannah Weissenborn (19′, 2019, Germania, Finzione, Drammatico), film vincitore di WTFF4 nella sezione cortometraggi.
Stancu, un camionista romeno, ha dato al nipote Dragan una seconda patente: nella loro azienda di trasporti tedesca è una pratica comune farlo, per forzare i limiti che la legge impone al tempo di guida. Ma quando Dragan per poco non provoca un incidente per un colpo di sonno alla guida, Stancu inizia a mettere in questione la ragionevolezza di ciò che viene messo in gioco nell’economia dell’autotrasporto a lunga distanza.

Het geluk van honden / A Dog’s Luck di Nina de Vroome (23′, 2018, Belgio, Documentario), in concorso a WTFF4.
Molti cani vengono addestrati come cani poliziotto. Imparano le coreografie del lavoro di polizia: mordere e mollare la presa, seguire e fermarsi. Mentre guardano in alto con desiderio, i cani sembrano intimamente connessi con i loro padroni. Sono mansueti e addomesticati; la loro vita è diretta dagli uomini. Allo stesso tempo rappresentano sempre un’alterità inafferrabile. Una distanza divide umani e animali, e i cani ci guardano dall’altro lato.

Being and Becoming di Maite Abella (9′, 2019, Paesi Bassi, Sperimentale), vincitore WTFF4 sezione Extraworks.
Quando sento frasi come “Non esiste fallimento, esistono solo lezioni” mi sento a disagio. Quando avevo 17 anni una chiromante mi disse: “Entrerai nel mondo dell’arte dalla porta principale”. Aveva ragione, lavoro in uno dei più ammirati musei del mondo. Solo che il mio lavoro non è esattamente quello che mi aspettavo.

I diavoli dei campi di Chiara Faggionato (2019), cortometraggio documentario prodotto da WTFF nell’ambito del progetto Working Title Film Festival @ Ferrovieri.
Toni Carta (1928-2014) dall’età di 16 anni lavora come operaio presso le Officine Grandi Riparazioni, asse portante del quartiere Ferrovieri di Vicenza. La sua principale vocazione però è la pittura. I personaggi sospesi che attraversano le sue tele ci accompagnano in un viaggio che ci racconta il tramonto delle certezze della civiltà contadina. La tranquilla borgata di campagna Contra’ di Riva Alta diventerà I Ferrovieri, brulicante quartiere operaio figlio della società industriale capitalistica.

Awasarn Sound Man / Death of the Sound Man di Sorayos Prapapan (15’42”, 2017, Tailandia, finzione), vincitore WTFF3 sezione cortometraggi.
La voce delle persone è spesso trascurata, così come lo è il suono nel film, a cui il pubblico non presta attenzione. Due fonici stanno lavorando al mix finale di un cortometraggio. Riusciranno a essere ascoltati da qualcuno?

Stakleni Horizont / The Glass Horizon di Denis Pavlovic (12’39’, 2017, Germania, finzione), menzione speciale WTFF3 sezione cortometraggi.
Bassa Sassonia, Germania. Per Andrei, lavoratore di origine est europea impiegato in un mattatoio, comincia un incubo ad occhi aperti: il suo capo gli nega il dormitorio ed è costretto a costruirsi un riparo nella foresta vicina. La speranza di un futuro migliore per sé e la sua famiglia gli permette di immaginare una via di fuga da una vita di miseria e paura.

Mitarbeiter des Monats / Employee of the Month di Caroline Schwarz (11’30”, 2017, Germania), vincitore WTFF3 sezione Extraworks.
Una misteriosa troupe cinematografica accompagna Mr. e Mrs. N. durante il loro periodo di prova al reparto smistamento chewing gum, dove imparano che una scodella rimane sempre vuota. Usando l’improvvisazione, questo mockumentary sviluppa la sua narrazione attraverso lo scambio di ruoli, le interviste e un mondo fittizio per sottolineare come le regole assimilate e le gerarchie predisposte si presentino come autodisciplina tra gli individui.

De Hoeder / The Shepherd di Joost Van der Wiel (22′, 2016, Olanda, Documentario), vincitore WTFF2 sezione cortometraggi.
A novantadue anni, il medico di base Nico van Hasselt continua a esercitare la sua professione con passione e grande umanità, accudendo i pazienti nelle loro case. Le assicurazioni sanitarie gli mettono pressione per adattare i suoi metodi all’antica alla società moderna, ma lui si rifiuta di abbandonare i suoi vulnerabili pazienti.

Mechanick di Margherita Clemente, Lorenzo Cogno, Maria Garzo, Tudor A. Moldovan (6′, 2015, Italia, animazione), in concorso a WTFF2.
In una società distopica, il lavoro altamente specializzato è il valore supremo. Per produrre meglio e più rapidamente i lavoratori sostituiscono le proprie mani e i propri sensi facendosi impiantare protesi tecnologiche precise e funzionali. Ma un chirurgo specializzato in queste sostituzioni affronta un caso particolare che metterà se stesso e l’intero sistema in discussione.


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