La neve nera

La neve nera – Luigi Di Ruscio a Oslo, un italiano all’inferno, Paolo Marzoni, Angelo Ferracuti, 57′, Italia 2014

Un viaggio alla ricerca delle tracce di un amico ormai scomparso. A viaggiare dalle Marche alla Scandinavia e, immaterialmente, nelle memorie, nelle lettere, tra gli scritti di Luigi Di Ruscio, è il più giovane scrittore e amico Angelo Ferracuti.

Titolo La neve nera – Luigi Di Ruscio a Oslo, un italiano all’inferno
Durata 57′
Anno 2014
Paese Italia
Genere Documentario
Lingua Italiano – Norvegese
Sottotitoli Italiano
Regia Paolo Marzoni
Sceneggiatura Angelo Ferracuti, Paolo Marzoni
Fotografia Fabrizio La Palombara
Suono Anna Scandola
Montaggio Mattia Biancucci
Montaggio del suono Diego Schiavo
Musica Daniele Di Bonaventura, Paolo Fresu, Stefano Pilia, Vasco Brondi
Produzione
 Maxman Coop
Distribuzione Maxman Coop
Festival Biografilm, Premio Libero Bizzarri
Sito http://www.maxmancoop.net/teslawp_portfolio/la-neve-nera-luigi-di-ruscio-a-oslo-un-italiano-allinferno/

Sinossi
La neve nera racconta un viaggio alla ricerca delle tracce di un amico ormai scomparso, Oslo innevata la meta. A viaggiare dalle Marche alla Scandinavia e, immaterialmente, nelle memorie, nelle lettere, tra gli scritti di Luigi Di Ruscio, è il più giovane scrittore e amico Angelo Ferracuti. Li unisce la comune origine fermana, un’intesa che dura da quattro decenni, fondata sulla comune fede politica e, soprattutto, sull’ammirazione di Angelo per Luigi scrittore. Il film racconta una pagina inedita dell’emigrazione italiana. Quella in Norvegia è un’appendice dell’emigrazione in Svezia. Tuttavia, mentre in Svezia si è assistito alla formazione di comunità italiane di una certa consistenza, in Norvegia, dato l’esiguo numero dei nostri connazionali, nonché la loro dispersione sul territorio, non si è mai arrivati alla formazione di una comunità consistente tale da poter costituire un gruppo sociale di pressione per il mantenimento di alcune componenti fondamentali delle proprie tradizioni culturali e linguistiche. Durante questo viaggio, Angelo si reca nei luoghi frequentati da Luigi: il quartiere multietnico di Grønland, quello più amato, con i suoi negozi; il grande spiazzo dove rimangono solo le macerie della Spigerverk, la fabbrica per cui Luigi lavorò 40 anni; il viale in cui sorgeva la discoteca “Regnbue”, in cui si svolsero le innumerevoli ed epiche scazzottate tra ragazzi italiani e norvegesi. Intrecciati a questi luoghi fisici, gli spazi degli affetti, del quotidiano, dell’intimità, dei ricordi, della lotta: la famiglia, le fotografie, la comunità italiana di Oslo, la fabbrica dei chiodi. Nel progredire del viaggio, mostrandoci la vita, la vicenda letteraria e umana di Luigi Di Ruscio gli autori ricostruiscono la memoria di una esperienza letteraria particolarissima durata oltre mezzo secolo, e il conseguente isolamento linguistico che ne è derivato.

Note di regia
«[…] Più volte mi sono chiesto se avevamo davvero colto il mondo di Luigi, o se lo stavamo semplicemente inventando in quel momento arbitrariamente riprendendo una quotidianità che lui con la scrittura faceva diventare magica. Ora le immagini erano tutte dentro gli hard disk. Le persone incontrare, i tram che sferragliavano, la neve nera addensata sulla strada che si confondeva con l’asfalto, i lunghi parlatori dei figli che si erano commossi a raccontare del loro “Pappa”, la voce stridula di Mary intercalata sempre da una risatina timida, i racconti seriosi e fedelissimi dei suoi compagni di lavoro, quelli degli amici del Circolo, la commozione di David, quella di Caterina, i racconti di Adrian e dell’amore per la musica e il violino che gli aveva trasmesso suo padre acquistando a un mercatino “I capricci” di Paganini, le loro passeggiate all’Orto botanico, persino il sorridente venditore di francobolli che ricordava quel signore italiano distinto che andava a fargli visita c’era. Forse però era scomparsa la sua allegria contagiosa. Quella energia ilare che gli faceva scrivere: “A volte mi sembra di essere circondato da un grande universo amoroso, quando mi incontra la postina sorride, così la bellissima bibliotecaria, la tabaccaia e così nel reparto dove lavoro mi sembra di essere circondato da grandi fiati amorosi, perfino nella stanza dove scrivo mi sembra di essere avvolto da un universo amoroso…”. Per fortuna la scrittura, quando è grande basta a se stessa, non si più tradurre in immagini ho pensato mentre l’aereo decollava all’imbrunire e s’involava nei cieli alti di Norvegia.»
Angelo Ferracuti, Cinepresa in spalle, tornando a Di Ruscio, in “il manifesto”, domenica 21 aprile 2013

La neve nera
La neve nera

Bio-filmografia del regista
Paolo Marzoni, nato nel 1961, è montatore, regista e produttore. Dopo aver montato video musicali dei più famosi cantanti italiani, approda al cinema nel 1998 come montatore di E allora mambo di Lucio Pellegrini. Nel ruolo di montatore lavora a diversi film tra cui il pluripremiato L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, candidato al David di Donatello 2010 per il miglior montaggio; Il valzer dello zecchino di Vito Palmieri, miglior documentario al Festival di Annecy 2011; i cortometraggi Jody delle giostre di Adriano Sforzi, David di Donatello 2011, e Matilde di Vito Palmieri, selezionato al Festival di Berlino 2013 e vincitore del Toronto Film Festival Kids; L’aria di Gjakova del regista albanese Gjergj Xhuvanie e del film Generazione Y di Vito Palmieri prodotto dall’ Ascent Film di Matteo Rovere, I Talk Otherwise di C. Cappucci.
Per Maxman Coop ha prodotto e montato i film documentari Uomini proibiti di Angelita Fiore, selezionato a Biografilm Italia 2015 e Le radici dei sogni – Emilia-Romagna tra cinema e paesaggio di F. Zerbetto e D. Zanasi, L’equilibrio del cucchiaino di Adriano Sforzi, anch’esso selezionato al Biografilm Italia 2015. Del 2014 la sua prima regia: La neve nera – Luigi Di Ruscio a Oslo, documentario presentato al Biografilm Festival 2015.

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