Domenica 13 luglio 2025 saranno proiettati i tre cortometraggi frutto del progetto Working Title Film Festival @ Ferrovieri, nel 2019, realizzati nell’ambito di una residenza artistica che portò nel quartiere dei Ferrovieri a Vicenza tre giovani filmmaker. Si tratta di “Ferro” di Carlo Tartivita (durata 8′), “I diavoli dei campi” di Chiara Faggionato (durata 15′) e “Edvige X.” di Davide Crudetti (durata 12′).
La proiezione è in programma alle ore 21 sull’argine di via Francesco Baracca all’altezza del civico 12, sul lato del fiume.
Prima della proiezione, alle ore 19 si terrà un apericena con Ubif, un momento conviviale per scoprire il libro “I Ferrovieri – fotografie di un quartiere di Vicenza” del Collettivo UBIF.
L’appuntamento si inserisce nella rassegna “Ferrovieri tra cultura e musica” promossa dal centro di quartiere La Locomotiva e dal Comitato di quartiere dei Ferrovieri.
Sinossi dei film
Un quartiere può mostrare una certa ritrosia a farsi fissare in delle immagini. Alle volte succede che invece sia l’osservatore a non volerne sapere di lasciare traccia né dei suoi passaggi e né dei suoi sguardi. Capita così che ci si abbandoni a delle divagazioni. Ferro è una di queste divagazioni: un movimento in spazi e tempi distanti in compagnia di filmini e storie più o meno recenti e… sconosciuti.

Toni Carta (1928-2014) dall’età di 16 anni lavora come operaio presso le Officine Grandi Riparazioni, asse portante del quartiere Ferrovieri di Vicenza. La sua principale vocazione però è la pittura. I personaggi sospesi che attraversano le sue tele ci accompagnano in un viaggio che ci racconta il tramonto delle certezze della civiltà contadina. La tranquilla borgata di campagna Contra’ di Riva Alta diventerà I Ferrovieri, brulicante quartiere operaio figlio della società industriale capitalistica.

Batte il sole sui campi di Monteviale. Edvige X. cammina: gli occhi bassi, l’aria dura. Nella sua testa ancora il rumore serrato delle macchine dell’Olivotto. Un braccio meccanico che scende, un altro carico di libri che se ne va. Sono anni che Edvige non entra in quella fabbrica, eppure l’odore della carta continua ad arrivare forte fin quassù.

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