WTFF – FAQ

Perché un festival di cinema sul lavoro?

Perché in Italia lavoriamo troppo e guadagniamo troppo poco. Perché il lavoro è raccontato poco (e a volte in maniera stereotipata) nel cinema mainstream.

Perché le retribuzioni lorde reali nel settore privato in Italia sono crollate del 6,6% tra il 1990 e il 2026 (fonte: Ufficio parlamentare di bilancio).

Perché siamo il fanalino di coda d’Europa. Salari reali 1991-2023: Italia -3,4%, Francia +30,9%, Germania +30,4%, Spagna +9,1% (fonte: Ocse).

Perché vogliamo cambiare le cose e per farlo vogliamo parlarne, ma in modo nuovo: il cinema può costruire un immaginario contemporaneo del lavoro.

Per questo è nato Working Title Film Festival: l’ottava edizione è a Vicenza dal 25 al 28 novembre 2026.

Perché vi chiamate Working Title Film Festival?

“Working Title” significa “titolo di lavorazione”: nel cinema, è il nome provvisorio che si dà a un film ancora in fase di produzione.

È un gioco di parole per alludere alla precarietà e alla frammentazione che oggi caratterizzano il mondo del lavoro.

Il lavoro è provvisorio, insicuro, incerto: è in perenne movimento, come i fotogrammi di un film.

Una condizione scomoda, ma che può stimolare la creatività. Interessante da raccontare. Per cambiarla.

E poi… ci piaceva troppo l’acronimo WTFF 🙂 

Ma quindi il tema di questa edizione?

È il lavoro. Come tutte le altre edizioni. Ma ogni edizione è diversa.

Niente effetti speciali: siamo un festival-del-cinema-del-lavoro.

Siamo testardi, lo sappiamo.

Come selezionate i film?

Cerchiamo sguardi originali, punti di vista inediti: film che raccontino il lavoro in modo non stereotipato, che sperimentino col linguaggio audiovisivo.

Non poniamo limiti di genere. Documentari, finzione, opere sperimentali: è tutto cinema!

Privilegiamo produzioni indipendenti, di autrici e autori giovani, che non abbiano già avuto una distribuzione nei cinema.

Cerchiamo film che facciano parlare, creando un dialogo tra le registe e i registi e il pubblico in sala (e poi, al bar).

Prestiamo attenzione alla parità di genere. Più aumenta il budget delle produzioni, meno registe troviamo. Sarà un caso?

Perché in Veneto?

Il Veneto era una regione povera, che dagli anni Settanta è stata il centro di un boom economico: il “miracolo del Nord Est”. 

Oggi quel modello è in crisi: nel solo 2024, 7.000 giovani laureati sono andati via. Dieci anni prima erano 3.000 (fonte: Cnel e Fondazione Nord Est).

Qui il lavoro a volte diventa unica ragione di vita: una gabbia. Perché non partire da qui per reinventarlo?

Perché si sa: “All work and no play makes Jack a dull boy”.

Chi sono i protagonisti dei film in concorso?

Sono operaie, infermieri, collaboratrici domestiche, corrieri, addestratrici di AI, camerieri, artiste, critici cinematografici, pastori, rider, contadine, sex workers, muratori, interpreti, pescatori, insegnanti…

Le loro storie sono impresse su pellicola 8 o 16 mm, su schede digitali, su VHS o su MiniDv.

Hanno contratti da dipendenti, precari oppure in nero, o ancora svolgono un lavoro autonomo.

Lavorano con dispositivi digitali, con le loro mani, con il loro intelletto, con il corpo, con l’ausilio di macchine, con l’esperienza.

A volte il focus è sul loro lavoro, altre volte sulle conseguenze che questo ha sulla loro vita.

Parlare di lavoro significa parlare della società in cui viviamo, del nostro tempo, della nostra vita.

Un po’ di numeri su Working Title Film Festival

10 anni di storia: 7 edizioni e 2 rassegne spin-off tra il 2016 e il 2024.

212 film proiettati, provenienti da oltre 50 Paesi.

Più di 150 ospiti in presenza (e qualcuno in streaming, durante la pandemia).

Un numero indefinito di collaborazioni e progetti paralleli sviluppati nel tempo.

Come posso supportare il festival?

Siamo un festival indipendente. Non abbiamo grandi sponsor, ma molta libertà – e ce la teniamo stretta.

Cerchiamo di fare le cose per bene: ospitare registe e registi, spesso provenienti dall’estero, retribuire le persone che lavorano al festival.

Il supporto del pubblico è essenziale: puoi sostenerci seguendoci, condividendo i nostri contenuti e parlando di noi.

E puoi partecipare alla campagna di crowdfunding che lanceremo presto – avremo delle shopper fighissime. E ovviamente ti aspettiamo al cinema 🙂